La commissione è facile da individuare: è una voce che viene trattenuta da una scommessa vincente su un exchange, dopo che il risultato è stato deciso. L’overround funziona in modo diverso. È già incorporato in ogni quota di un mercato prima ancora che tu la veda ed è distribuito contemporaneamente su tutti gli esiti. Per questo è facile non accorgersene ed è impossibile evitarlo semplicemente scegliendo un altro esito dello stesso mercato.
La formula
Somma le probabilità implicite di tutti gli esiti di un mercato. In un mercato senza margine, la somma è esattamente del 100%, con ogni possibile risultato conteggiato una sola volta. Nei mercati reali, la somma supera il 100%:
overround = (probabilità implicita, esito 1) + (probabilità implicita, esito 2) + … - 100%
Esempio pratico
Un mercato calcistico a tre esiti, casa, pareggio, trasferta, con quote 2,20, 3,40 e 3,20:
- Probabilità implicite — 45,45%, 29,41%, 31,25%
- Somma — 106,12%
- Overround — 6,12%
Quel 6,12% di "certezza" in più acquistata per ogni euro di probabilità reale pari al 100% rappresenta il margine strutturale del bookmaker sull’intero mercato. Non è una commissione applicata a una singola scommessa, ma un sovrapprezzo distribuito contemporaneamente su tutte e tre le quote.
Perché è una tassa sul mercato, non una commissione sulla tua scommessa
La commissione viene applicata alla specifica scommessa che risulta vincente. Cambiando la selezione su cui punti, cambia anche il fatto che la commissione venga applicata o meno alle tue vincite. L’overround non funziona così. È già incluso nelle quote casa, pareggio e trasferta prima ancora che tu scelga tra di esse.
Scegliere il pareggio invece della vittoria della squadra di casa non ti permette di evitarlo, perché quel 6,12% non è concentrato su un singolo esito. È distribuito nel rapporto tra tutti e tre. L’unico modo per ridurre quanto ne paghi personalmente è trovare, ovunque, una quota più vicina a quella che ritieni sia la probabilità reale. L’overround riduce il tuo vantaggio su ogni selezione del mercato, non solo su una di esse.
Eliminare il margine
Il modo più semplice per stimare la probabilità "reale" è normalizzare: dividere la probabilità implicita di ciascun esito per la somma di tutte le probabilità, in modo che il totale torni esattamente al 100%:
- Casa - 45,45% ÷ 106,12% = 42,83%
- Pareggio - 29,41% ÷ 106,12% = 27,72%
- Trasferta - 31,25% ÷ 106,12% = 29,45%
Ogni esito perde approssimativamente la propria quota proporzionale del 6,12%. È il metodo standard per una prima stima ed è un’approssimazione, non un recupero esatto della reale valutazione del bookmaker. Presuppone che il margine sia distribuito uniformemente tra gli esiti in proporzione alle rispettive quote, un’ipotesi semplificativa e non un dato certo sul modo in cui i bookmaker stabiliscono le quote.
Il margine dipende molto dal tipo di mercato
Il 6,12% dell’esempio precedente rappresenta un valore intermedio. I mercati molto liquidi e con un elevato volume di scommesse, soprattutto sugli eventi più importanti, tendono ad avere margini sensibilmente inferiori. La concorrenza tra i bookmaker sulle scommesse più popolari avvicina le quote tra loro e riduce i margini.
Un mercato equilibrato a due esiti con quote 1,95 e 1,95 ha un overround di circa il 2,56%. Un mercato di nicchia, una partita di categoria inferiore o una scommessa combinata sullo stesso evento tende invece ad avere margini molto più elevati, perché c’è meno concorrenza e spesso meno liquidità dietro le quote.
Un mercato a due esiti con quote 1,70 e 1,70, per esempio, ha un overround di circa il 17,65%. La formula è la stessa, ma il margine è quasi sette volte superiore semplicemente a causa del tipo di mercato.
Controllare l’overround prima di puntare su un mercato poco conosciuto o con poca liquidità vale i pochi secondi necessari, perché il margine da solo può già superare il vantaggio che uno scommettitore ritiene di aver individuato.
Dove l’approssimazione perde precisione: il favourite-longshot bias
Un fenomeno ben documentato nei mercati delle scommesse, osservato in molti sport e su decenni di dati, è che i margini dei bookmaker non sono in realtà distribuiti in modo uniforme secondo questo criterio. Le quote degli sfavoriti tendono a contenere proporzionalmente più margine rispetto a quelle dei favoriti, un fenomeno che i ricercatori chiamano favourite-longshot bias.
Le possibili cause sono ancora oggetto di discussione. Una delle spiegazioni più comuni è che gli scommettitori tendano a sopravvalutare l’attrattiva di una vincita a quota molto alta. Dal punto di vista pratico, però, l’effetto sul metodo proporzionale descritto sopra è abbastanza costante: tende a sovrastimare leggermente la probabilità reale di uno sfavorito e a sottostimare leggermente quella di un favorito.
Questo accade perché il metodo presuppone una distribuzione uniforme del margine che il mercato reale non rispetta completamente. Esistono metodi più sofisticati per eliminare il margine, come il metodo di Shin e vari aggiustamenti basati su potenze o logaritmi, ma introducono anch’essi ulteriori ipotesi.
Nessuno di questi metodi rende sbagliato l’utilizzo del metodo proporzionale. È semplicemente utile sapere in quale direzione tende a muoversi il suo errore.
Una semplice abitudine da adottare
Sommare le probabilità implicite richiede pochi secondi e permette di rispondere a una domanda utile prima di piazzare una scommessa: quanto di questa quota riflette davvero l’opinione del mercato e quanto è invece un sovrapprezzo strutturale che sarebbe presente indipendentemente dal risultato? Una quota che sembra conveniente, considerata isolatamente, può comunque appartenere a un mercato con un overround del 15% o più. Una quota migliore rispetto a quella di un concorrente non significa necessariamente che sia migliore rispetto al margine incorporato nel mercato.
Controlla l’overround e le probabilità normalizzate di qualsiasi mercato con il calcolatore delle probabilità implicite. L’overround mostrato è lo stesso valore incorporato in ogni quota di quel mercato, indipendentemente dall’esito su cui deciderai di puntare.